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ALLONTANARE DALLA PROPRIA VITA “LE COSE INGOMBRANTI E DISGUSTOSE”
Da Dr.Zambello | gennaio 17, 2008
Dottor Luciano Faustini
Continuiamo a parlare di ” Messaggi dell’organo malato “. Nell’articolo precedente ho parlato di come un organo, attraverso la sua malattia, può inviarci dei messaggi per risolvere conflitti interni alla persona.
Ma come si fa tecnicamente?
Il dialogo con l’organo malato si ottiene facendo immaginare, alla persona, quell’organo che fa male, come se fosse seduto davanti alla persona stessa e chiedendo al paziente di scambiarsi di posto, gli si fa assumere l’identità dell’organo malato.
Una volta che il paziente cambia posto, diventa quindi l’organo, inizia a parlare come se tutto se stesso fosse l’organo.
Inizia così il dialogo dove il terapeuta fa da mediatore, a volte decrivendo al paziente le caratteristiche dell’organo in oggetto.
Quindi, il terapeuta aggiunge o toglie le cose che il paziente non ha detto, o ha detto in modo errato intorno alle caratteristiche anatomiche e aggettivi analogici dell’organo.
Il paziente ricomincia a descriversi e a descrivere le caratteristiche dell’organo secondo le nuove informazioni dettate dal terapeuta.
E’ a questo punto che il terapeuta deve osservare che alcune caratteristiche dell’organo non vengono dette, non sono state di nuovo menzionate e quindi non prese in considerazione, non ascoltate, rifiutate dal paziente anche se dettate dal terapeuta.
Se così è, il terapeuta insiste a dare informazioni non ascoltate o rifiutate fino alla consapevolezza della persona circa il fatto…:”Ti stai accorgendo che stai rifiutando questa caratteristica?”
Non si ascolta ciò che non vogliamo accettare……
Quando la persona coglie il messaggio (la caratteristica dell’organo mai ascoltata, rifiutata…) si lavora sul cambiamento…
Es: una paziente venne da me, circa sei mesi fa, perchè soffriva di un dolore allo stomaco.
Aveva fatto tutte le indagini di routine e i medici non avevano diagnosticato nulla.
e feci assumere l’identità del suo stomaco e tra tutte le caratteristiche, ella rifiutava di ascoltare che il suo stomaco poteva selezionare, attraverso l’induzione al vomito, le cose che non gradiva.
Fu questo il messaggio inascoltato dalla paziente…
Nella sua vita non selezionava abbastanza “le cose ingrombranti e disgustose”, tanto che il suo stomaco si ammalò per comunicarglielo.
Lavorammo alcuni mesi intorno a questo, così che la paziente non solo guarì dal forte bruciore allo stomaco, ma risolse il problema di fondo che ebbe con se stessa circa il suo disagio nell’allontanare da sè e dalla propria vita tutte le “cose ingombranti e disgustose”…….
Da: http://www.spoletonline.com
Commento del Dott. Zambello
Credo di fare una cosa utile a quanti si domandano che differenze ci sono tra una terapia e l’altra, presentare il lavoro del Dott. Faustini che ha una formazione diversa dalla mia.
Il Dott. Luciano Faustini è infatti specializzato in medicina psicosomatica, in psicoterapia cognitivo comportamentale e Psicoterapia della Gestalt.
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