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Quella relazione pericolosa tra sessualità e depressione

Da Dr.Zambello | Gennaio 31, 2008

di Roberta Giommi
La depressione si accompagna spesso, di più nelle donne, a problemi della sessualità. Può succedere che la mancanza di una vita sessuale o di una buona sessualità possa indurre il malessere. Ma la sessualità può anche rappresentare una modalità antidepressiva, che dobbiamo però valutare con attenzione perché, in alcuni casi, può diventare una sessualità usata troppo, per mettere in moto sensazioni ed emozioni utili a colmare un vuoto che si sente dentro. Può accadere proprio come risposta allo stato di malessere e questo sesso, a volte compulsivo, può farci capire che non stiamo bene.

Attenzione ai sentimenti
Il sesso nei casi in cui avvertiamo l’insorgere di sentimenti distruttivi può essere un aggancio vitale che ci fa sentire che il nostro corpo risponde e si esprime. Il desiderio sessuale, a volte si attiva, meravigliandoci, in situazioni difficili, di fronte ad un lutto, che non ci avrebbero fatto pensare alla sessualità. Il compito riparativo che si esprime nell’atto sessuale ci regala il piacere e viene allontanata, momentaneamente, la depressione perché siamo coinvolti in una azione che ha riflessi su aspetti diversi come il corpo, la mente, le sensazioni e le emozioni. L’orgasmo, il piacere, confermano una positività che contrasta le sensazioni negative presenti nei pensieri che guidano la depressione. Quali sono invece le situazioni in cui è il sesso che determina la depressione: sono quei casi in cui viviamo una sessualità forzata che ci trova impreparati all’incontro e alle sensazioni che dovremmo vivere, sono gli atti sessuali in cui elementi diversi determinano il fallimento dell’eccitazione e/o dell’orgasmo. La stessa disparità di sensazioni nella coppia, possono determinare frustrazione e indebolimento dell’autostima e della relazione. Le situazioni di fallimento e incompetenza ripetuti sono spesso alla base di una situazione depressiva che alimenta un malessere generale della persona. Lo stesso accade quando siamo aggrediti da confusione o da conflitti rispetto alla sessualità, quando facciamo sesso per accontentare un altro, per vivere una esperienza a cui non siamo pronti, quando accettiamo modalità che ci feriscono, quando non ascoltiamo i nostri divieti. Lo stato depressivo del partner o della partner può a sua volta determinare un disagio della sessualità perché non si riesce a vivere l’altro come oggetto di desiderio sessuale o si riceve inibizione da tentativi che trovano l’altra persona passiva e evitante. Senza forzare, a volte guidare la sessualità può contenere una risposta positiva al segnale depressivo dell’altra/o, così come il ricorso a farmaci antidepressivi a volte risolve i problemi della sessualità, ricordando che alcuni di essi inibiscono il desiderio.
Può accadere che tra depressione e sessualità si crei un reciproco mascheramento che una depressione copra un sintomo sessuale e che un sintomo sessuale esprima un cattivo tono dell’umore sottostante.

La ricerca dell’eccitazione
La relazione tra depressione e sessualità può esprimersi anche in relazione a problemi particolari, per coprire una parafilia, per esprimere una confusione dell’identità, una fobia importante. A volte si possono iniziare relazioni extra coniugali proprio per l’insorgere di una situazione depressiva che cerca una risposta nella rottura delle regole e nella costruzione di stati di cambiamento e di eccitazione. Il sesso può essere la risposta o il problema e in questo senso è la consultazione circolare che permette al medico di medicina generale, allo psicoterapeuta, allo psichiatra, all’esperto in sessuologia, di valutare, all’interno della propria anamnesi, quali elementi accompagnano o sostengono il sintomo depressivo o il sintomo sessuale.
In sessuologia sappiamo che una sessualità negativa, sia in senso ipoattiva che iperattiva può contenere o determinare una situazione depressiva. Sappiamo che la disfunzione sessuale ripetuta colpisce la persona nel suo complesso o disturba in modo importante il clima della coppia, invadendo altre zone del rapporto, così come sappiamo che il ripristinarsi di una buona sessualità spesso porta riparo al conflitto di coppia e alla mancanza di autostima.

Da: www.reppublica.it

Contenuti: Psicoterapia Junghiana |

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