« SALUTE MENTALE E PREVENZIONE | Main | Vi racconto come non sono guarita dall’omosessualita’ »
Idee in psicoterapia
Da Dr.Zambello | marzo 3, 2008
di MAURIZIO MOTTOLA
E’ uscito il primo numero (gennaio-aprile 2008) di Idee in psicoterapia rivista scientifica a cura di un Board scientifico di Scuole di Specializzazione in Psicoterapia, periodico quadrimestrale diretto da Luigi Janiri e Piero Petrini, con un ampio sommario. Completano il volume di 188 pagine (edito da Alpes Italia, febbraio 2008) dettagliate schede illustrative di scuole di formazione in psicoterapia.
La psicoterapia sostiene il paziente sia nel processo di un più funzionale adattamento, sia nello sviluppo delle parti più profonde attraverso un percorso di conoscenza, che lo coinvolge sia a livello emotivo che cognitivo e relazionale.
È dunque cura, laddove contribuisce ad alleviare i disagi ed i conflitti ed anche conoscenza, laddove favorisce l’introspezione come capacità di comprensione del proprio esserci nel mondo.
Quello psicoterapeutico è un rapporto a due: da un lato il terapeuta, dall’altro il singolo paziente oppure la coppia oppure il nucleo familiare oppure il gruppo.
Resta comunque la strutturazione diadica, che richiama il rapporto con la madre oppure con i genitori.
Non c’è cioè il terzo: nella psicoterapia nel servizio pubblico invece compare l’intruso, cioè l’organizzazione dell’ambito di svolgimento della psicoterapia, che è estranea sia al terapeuta che al paziente.
Gli orari, i locali, il ticket sono preesistenti e contestuali alla relazione terapeuta-paziente che in un certo senso vi si adegua ed adatta e costituisce comunque uno spazio-tempo reale e simbolico altro da loro due e dalla loro interazione.
Dunque una psicoterapia nel servizio pubblico è costitutivamente, strutturalmente e funzionalmente diversa dalla psicoterapia in ambito privato; comunque non perché il privato funzionerebbe meglio del pubblico, ma piuttosto per la peculiarità della psicoterapia di essere un rapporto privato, confidenziale, personale, non narrabile a terzi, in quanto esperienza profondamente soggettiva ed intersoggettiva.
Il contesto istituzionale contiene ed interferisce, anche se non interviene è pur sempre lì presente. Pertanto e paradossalmente la psicoterapia nel servizio pubblico è più impegnativa ed in un certo senso difficile di quella condotta in ambito libero professionale.
Occorre inoltre un grado di accoglienza senza il quale si finge pretestuosamente di fare psicoterapia nel servizio pubblico: necessita personale formato -e non solo il terapeuta- per determinare quelle precondizioni di accettazione che sole possono far sviluppare il percorso psicoterapeutico nell’ambito del servizio pubblico.
Ebbene l’attuale formazione in psicoterapia quanto tiene conto che non vanno semplicemente formati degli psicoterapeuti, quanto anche dei dirigenti di psicoterapia, potenziali operatori tramite concorso nel servizio sanitario nazionale ? Indubbiamente la psicoterapia, nata e sviluppatasi storicamente in ambito prevalentemente libero professionale, ha da affrontare la sfida di confrontarsi con le istituzioni pubbliche, che prefigurano oneri burocratici e rispondenze a criteri gestionali e programmatici, con cui fare i conti per non svilire le peculiarità e le specificità degli interventi psicoterapeutici.
Sarebbe pertanto utile che la rivista Idee in psicoterapia sviluppasse anche la mission di affrontare tali argomenti, affinché non solo la teoricità dei modelli venga vagliata ma anche l’operatività e la spendibilità nel servizio sanitario nazionale. L’accessibilità è un fattore importante di qualità e pertanto va considerato al pari dell’efficacia e dell’efficienza.
Inoltre mercoledì 27 febbraio 2008 il Parlamento ha completato l’iter di conversione in legge del decreto-legge 31 dicembre 2007, n. 248, recante “proroga di termini previsti da disposizioni legislative e disposizioni urgenti in materia finanziaria” (ddl 2013, cosiddetto “milleproroghe“).
Tra gli altri è stato approvato il seguente articolo:
Articolo 24-sexies (Equiparazione di titoli ai fini dell’accesso ai concorsi presso il Servizio sanitario nazionale e vigilanza sull’Ordine nazionale degli psicologi).
- 1. I titoli di specializzazione rilasciati ai sensi dell’articolo 3 della legge 18 febbraio 1989, n. 56, e il riconoscimento di cui al comma 1 dell’articolo 35 della medesima legge, e successive modificazioni, sono validi quale requisito per l’ammissione ai concorsi per i posti organici presso il Servizio sanitario nazionale, di cui all’articolo 2, comma 3, della legge 29 dicembre 2000, n. 401, fermi restando gli altri requisiti previsti.
- 2. L’articolo 29 della legge 18 febbraio 1989, n. 56, è sostituito dal seguente: “Art. 29 - (Vigilanza del Ministro della salute) -1. Il Ministro della salute esercita l’alta vigilanza sull’Ordine nazionale degli psicologi”.
L’approvazione di questo articolo pone fine ad un’ingarbugliata situazione: dal 1 gennaio 1997 per accedere ad un concorso per dirigente nel servizio sanitario nazionale (SSN) occorre essere forniti di specializzazione. Per esempio per il concorso a dirigente medico di psichiatria occorre la laurea in medicina e chirurgia e la specializzazione in psichiatria e così via.
Una sentenza del Consiglio di Stato non ha riconosciuto la formazione quadriennale in psicoterapia (abilitante all’esercizio professionale della psicoterapia) come titolo valido per accedere ai concorsi, per cui gli psicologi -forniti della formazione quadriennale in psicoterapia (acquisita in una delle scuole riconosciute dal ministero)- non hanno potuto partecipare ai concorsi per il cui accesso è prevista la laurea in psicologia e successiva specializzazione.
L’approvazione dell’articolo 24-sexies finalmente fa superare questo impedimento, consentendo alle migliaia di psicologi, che hanno acquisito la formazione quadriennale in psicoterapia nelle scuole di formazione riconosciute dal Ministero dell’Università e della Ricerca (MUR), di poter partecipare ai concorsi per dirigente psicologo nel servizio sanitario nazionale (SSN).
Anche di questi temi normativi sarebbe produttivo che se ne occupasse la rivista Idee in psicoterapia.
da:http://www.agenziaradicale.com
|
Lascia la tua opinione! |
Contenuti: Psicoterapia Junghiana | No Comments »






