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Le Malattie Mentali Il Suicidio fra i Giovani
Da Dr.Zambello | aprile 4, 2008
Si riportano dati statistici degli USA non essendo disponibili dati riferiti all’Italia.
Quanti giovani tentano il suicidio o si suicidano?
Ogni anno negli Stati Uniti circa 2 milioni di adolescenti tentano il suicidio e circa 700.000 ricorrono alle cure a seguito del loro gesto. Secondo il Centro di Osservazione del Comportamento dei Giovani, nel 2001 risulta che il 2,6 % degli studenti ha tentato il suicidio ed è dovuto ricorrere alle cure. Per quanto riguarda il suicidio si stima che ogni anno negli Stati Uniti circa 2.000 giovani di età compresa tra i 10 e i 19 anni si tolgano la vita. Nel 2000 il suicidio è stata la 3° fra le maggiori cause di decesso fra i giovani di età fra i 15 e 24 anni preceduta da traumi non intenzionali e omicidi.
La frequenza dei suicidi fra i bambini tra i 10 e i 14 anni è stata di 1,5 ogni 100.000 o 300 decessi fra 19.895.072 bambini di questa età
La frequenza dei suicidi fra ragazzi tra i 15 e i 19 anni è stata di 8,2 ogni 100.000 o 1.621 decessi fra 19.882.596 ragazzi di questa età
La frequenza dei suicidi fra giovani tra i 20 e i 24 anni è stata di 12,8 ogni 100.000 o 2.373 decessi fra 18.484.615 giovani di questa età
Che cosa spinge al suicidio i bambini e i giovani?
La decisione di suicidarsi è il risultato di molteplici e complessi fattori. Più del 90 per cento dei giovani suicidi soffrivano di almeno un grave disturbo psichiatrico, anche se fra gli adolescenti vittime del suicidio si riscontra un minor numero di psicopatologie. E’ importante sottolineare che mentre la maggior parte dei suicidi presenta una storia di disturbi psichiatrici, un numero limitato di adolescenti con problemi psichiatrici tenta il suicidio.
Altri importanti fattori che possono aumentare la tendenza la suicidio sono:
- Precedenti tentativi di suicidio
- Concomitanza con l’alcolismo e l’uso di stupefacenti
- Casi di precedenti suicidi in famiglia
- Presenza di psicopatologie nei genitori
- Stato di disperazione
- Tendenza all’impulsività o all’aggressione
- Facilità di accesso a strumenti letali come le armi
- Tendenza al suicidio di membri della famiglia, amici o persone care
- Precedenti di abuso sessuale o psichico
- Tendenze omosessuali o lesbicismo (tendenza al suicidio ma non a portarlo a termine)
- Relazioni difficili fra genitori e figli
- Stress della vita, in particolare improvvise perdite di relazioni interpersonali, problemi legali o disciplinari
- Mancanza di coinvolgimento nella vita scolastica o sul lavoro
Esistono dei sistemi con i quali i famigliari o gli amici possono individuare i giovani soggetti a rischio?
Sì, si può insegnare a scoprire i segni premonitori della predisposizione al suicidio. Alcuni dei comportamenti più significativi sono stati elencati nel precedente paragrafo. Il fattore più determinante è la forte tendenza al suicidio di per se stessa, sia sotto forma di idealizzazione del suicidio sia come recente tentativo di suicidio. Altre segni premonitori sono:
- Cambiamento nelle abitudini alimentari o nel ritmo del sonno
- Allontanamento dagli amici, dalla famiglia e dalle normali attività
- Azioni violente, comportamenti di ribellione, tendenza a fuggire
- Uso di alcol e droghe
- Scarsa cura della propria persona
- Significativo cambiamento nella personalità
- Persistente stato di noia, difficoltà di concentrazione, diminuzione della resa a scuola o sul lavoro
- Continue lamentele di disturbi, come mal di pancia, mal di testa, fatica ecc., spesso legate ad emozioni.
- Perdita di interesse nelle attività di svago
- Insofferenza nei confronti di elogi o riconoscimenti
Per gli adolescenti già sottoposti a cure psichiatriche, una sensibilizzazione ai problemi psichiatrici dei famigliari può risultare efficace per aiutare i famigliari a meglio comprendere i problemi dei loro giovani. Lo scopo di tale sensibilizzazione è di migliorare l’accettazione delle cure, instaurare un rapporto con i genitori in modo da consentire loro di tenere sotto osservazione i pazienti con particolare riguardo a cogliere i sintomi ricorrenti, e aiutare i famigliari ad imparare come comportarsi con i figli e come affrontare le malattie della mente.
Esistono delle prevenzioni del suicidio?
Sì, il suicidio si può prevenire. Come fatto notare più sopra la maggior parte dei suicidi si compie dopo alcuni segali premonitori. Una delle strategie di prevenzione più efficaci è quella di insegnare alle persone come accorgersi e affrontare i segnali premonitori di tendenze suicide aumentando così la tendenza a cercare aiuto dei giovani a rischio. Il controllo dell’esistenza di psicopatologie tra gli adolescenti può essere un modo di identificare soggetti a rischio. Tuttavia poiché la predisposizione al suicidio è soggetta ad alti e bassi i controlli dovranno essere ripetuti nel tempo. La cura di psicopatologie dei genitori può attenuare la tendenza al suicidio nei giovani psicolabili.
Uno degli scopi principali della strategia di prevenzione risulta quella di ridurre i fattori di rischio. Le psicopatologie, in particolare i disturbi di personalità, l’asocialità, l’abuso di sostanze, sono fortemente collegati alla predisposizione al suicidio. Innanzitutto bisogna chiarire che questi disturbi della psiche sono tutti curabili, quindi è importante che i disturbi psichiatrici nei giovani vengano prontamente diagnosticati e opportunamente curati.
Secondo un recente rilievo, l’individuazione di alcuni fattori di rischio, come precedenti tentati suicidi, l’esistenza di psicopatologie nei giovani o nei loro genitori, la detenzione di armi in casa, può portare ad una significativa riduzione del rischio di suicidio.
Se un giovane tenta il suicidio come si deve intervenire?
Sfortunatamente si conosce ben poco sui sistemi di cura da applicare ai giovani. Tuttavia alla base dei tentati suicidi dei giovani vi è uno stato di depressione, quindi la terapia cognitivo-comportamentale e le terapie di gruppo (psicoterapia dinamica n.d.r.) risultano tutte efficaci per curare la depressione . Resta il fatto che, poiché chi si è effettivamente suicidato non rientra nella casistica delle cure prese in considerazione, non ne conosciamo in effetti l’efficacia.
Si è tentato di affrontare in modi differenti i tentati suicidi nei giovani. E’ importante notare che nessuna delle cure ha dimostrato l’efficacia nel ridurre la tendenza al suicidio fra i pazienti. Le differenti modalità di cura hanno tuttavia portato alcuni benefici nei giovani a rischio. Per esempio il gestire la situazione ha dimostrato di migliorare l’adesione ai trattamenti di cura e ridurre il ricorso al pronto soccorso.
da:http://www.progettoitaca.org
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