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Chi ha paura dello psicologo?
Da Dr.Zambello | aprile 19, 2008

| A cosa è dovuto il boom della “psicologia da rivista” degli ultimi anni? Quali sono le convinzioni più diffuse nei confronti delle terapie psicologiche? E quali le paure più comuni? In cosa consiste il “percorso terapeutico”? Quando è davvero il caso di affidarsi ad un esperto? Molto amate dai lettori e cliccatissime su internet. Sono le rubriche dedicate alla psicologia. “Lettere allo psicologo”, “Consigli dallo psicologo” e interi forum attraverso i quali chiedere consulenze e pareri a “interlocutori” più o meno qualificati.
Eppure tutto questo interesse per i temi della psicologia non sempre prelude ad una richiesta diretta ai professionisti, psicologi, psicoterapeuti e psicoanalisti, che praticano negli studi. Come spiegare tale contraddizione? A cosa è dovuto il boom della “psicologia da rivista” degli ultimi anni? Di qui l’irresistibile tentazione di provare a risolvere da soli i problemi che, ormai l’abbiamo imparato, ci rendono difficoltoso o quasi impossibile il raggiungimento di quella felicità considerata ormai imprescindibile. Si passa quindi, con voracità, dalla lettura delle rubriche psicologiche delle riviste alla richiesta di consigli online, rigorosamente “a distanza”. Quali sono le convinzioni più diffuse nei confronti delle terapie psicologiche? Il sospetto nei confronti di una terapia basata sul dialogo è ancora fortissimo, assieme alla diffusa convinzione che, dopotutto, basta volerlo davvero e chiunque può risolvere da solo i propri problemi psicologici, riflettendoci su, magari con l’aiuto dell’ultimo articolo sul settimanale femminile o di quel sito internet che promette consigli risolutivi con il semplice invio di una mail. Nello specifico delle convinzioni relative all’ambito psicologico, inoltre, ancora prevalgono opinioni di questo genere: “Il carattere è carattere. Ci si nasce, e nessuno lo può cambiare”; “Io so qual è il mio problema, devo solo pensarci su”; “Andare da uno psicologo è solo una perdita di tempo e soldi: posso parlare anche con un amico”, “Se poi mi lego resterò dipendente per sempre”. E quali le paure più comuni? C’è poi, fortissima, la paura di dover ammettere i propri errori, senza più potersi appoggiare alla consolante certezza di essere stati vittime degli altri e delle circostanze avverse. Infine, ultima ma non ultima, la diffidenza nei confronti di un professionista spesso dipinto come una specie di stregone, o uno “strizzacervelli”, in grado di leggerci dentro, annullare le nostre difese e manipolarci a piacimento, rendendoci schiavi di una dipendenza umiliante. In cosa consiste il “percorso terapeutico”? Certo, il cambiamento di certi aspetti di se stessi e del proprio modo di affrontare la realtà è quanto di più difficile ci sia dato di vivere. Ogni percorso terapeutico implica perciò anche l’accettazione della fatica che comporta il rimettersi in discussione per trovare nuovi e più adeguati modi di relazionarsi con il mondo. Quando è davvero il caso di affidarsi ad un esperto? da: www.vertici.it fonte Yahoo! Salute |
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