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Disegni e appunti privati di Carl Gustav Jung nel libro rimasto segreto

Da Dr.Zambello | ottobre 4, 2009

Era un genio o un pazzo? È questa la domanda a cui forse dovranno rispondere i seguaci di Carl Gustav Jung (1875-1961), padre della psicanalisi insieme con Sigmund Freud. Il 7 ottobre verrà infatti pubblicato negli Stati Uniti The Red Book (nella foto, la copertina), un libro avvolto nel mistero e chiuso per ventitre anni nella cassetta di sicurezza di una banca svizzera.Il volume, un fac-simile che riproduce fedelmente l’originale e raccoglie appunti e disegni di Jung, è un viaggio nella mente dello psichiatra che nel 1913, anno in cui ruppe con Freud, entrò in crisi e iniziò a temere di essere in preda alla psicosi o di essere diventato schizofrenico. Tormentato da «un flusso incessante» di visioni e voci che esistevano solo nella sua testa, «spesso», scriveva, «devo aggrapparmi al tavolo per non cadere a pezzi».

Un «confronto con l’inconscio» che lo psichiatra paragonò a una esperienza con la mescalina e decise di non combattere, ma di affrontare abbattendo le barriere fra conscio e inconscio e procurandosi allucinazioni, «in modo da afferrare le fantasie che si agitavano dentro di me. Sapevo che mi dovevo lasciar precipitare dentro di loro», scrisse in Memories, Dreams, Reflections.

Il Red Book è il viaggio di Jung alla ricerca della sua anima, costellato di incontri con strani personaggi. «Il libro», scrive Sara Corbett sul Magazine del New York Times, «racconta la storia di come Jung cercò di guardare in faccia i suoi demoni così come emergevano dall’ombra. I risultati sono avvilenti, a volte disgustosi. Al suo interno, Jung attraversa la valle della morte, si innamora di una donna per poi accorgersi che è sua sorella, viene stretto da un serpente gigante e, in un terrificante momento, mangia il fegato di un bambino («Deglutisco con uno sforzo disperato – è impossibile – ancora una volta – sto per svenire – è fatta»). A un certo punto, anche il diavolo lo accusa di essere una persona orribile».

Jung continuò per 16 anni, anche dopo la fine della crisi, a rielaborare gli appunti presi in quel periodo per comporre il Red Book, ma per decenni il volume venne nascosto dagli eredi che volevano proteggere la sua immagine. Finché Sonu Shamdasani, professore all’University College di Londra, ha ottenuto il permesso di studiare l’opera, tradurla e curare l’edizione critica, completa di introduzione e note. Una vittoria che lo studioso ha ottenuto solo dopo essere riuscito a procurarsi da altre fonti due estratti del libro che, come scrisse nell’epilogo lo stesso Jung, «agli osservatori superficiali sembrerà una follia».

da: http://www.libero-news.it    

Commento del Dott. Zambello

solo chi non conosce Jung o é in malafede, può pensare alla sofferenza di Jung, follia, come un fatto degenerativo della sua personalità. La lotta  con i diavoli interni, la discesa negli inferi,  fino alla perdita”nella follia” , crogiuolo alchemico,   é parte della sua via terapeutica,  verso l’individuazione. La strada che porta a se stessi.

Contenuti: Psicoterapia Junghiana | 3 Comments »

3 Responses a “Disegni e appunti privati di Carl Gustav Jung nel libro rimasto segreto”

  1. vincenzo Commento:
    novembre 22nd, 2009 a 00:39

    Credo che comprerò questo libro.Sono perfettamente daccordo che prendere atto delle visioni profonde del nostro essere sia la strada regia per una buona vita nella societa’ che però paradossalmente nega e rimuove tali visioni.
    Dtt. Psicologo Vincenzo Marolla

  2. Luigi Commento:
    aprile 28th, 2010 a 13:11

    Il ”libro rosso” rappresenta sicuramente una testimonianza ‘infernale’: rappresenta, a mio avviso, lo s-catenamento di quei confini che, quali equivalenti della Maschera, custodiscono la cinta egoica. Grazie alla psicoanalisi freudiana e junghiana abbiamo smascherato l’impostore: le costruzioni immaginarie, vuote, del complesso dell’Io sono destinate a cedere il passo ad una Verità rovesciata. Il ‘libro rosso’ è dunque una testimonianza dell’Inconscio, la testimonianza di un qualcosa che viene prima dell’uomo ‘condiviso’, il ‘tormento della creazione’ per dirla con Jung. Spero di poter presto apprezzare queste pagine ‘estreme’, e che lo junghismo tutto ne sappia fare buon uso e intendimento. Luigi Merico

  3. nescio Commento:
    giugno 27th, 2010 a 09:49

    “mangiare il fegato di un bambino”novello Prometeo che si rinnova e ruba il fuoco agli dei e lo porta agli uomini: elaborare l’antico odio per trasformarsi e seguire il proprio obiettivo e “proiettarlo”in un sogno archetipico “illusionale” e teorico non per sublimare ma per non cadere preda della dissociazione e della frammentazione, questo dice al mio inconscio, e il Red Book perciò doveva rimanere segreto, adesso con la crisi della psicoanalisi cosa rimane se non venire allo scoperto e mettersi a nudo?

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